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Evoluzione della specie


4. Evoluzione della specie

Il sistema visivo umano fu inoltre studiato con una prospettiva evolutiva. I primi uomini esistenti vivevano quasi esclusivamente di caccia: era indispensabile una buona visione da lontano per individuare la preda e riconoscere tempestivamente situazioni di pericolo riuscendo così a mettersi in salvo.


La sopravvivenza di quegli individui, che non erano dotati di adeguate abilità e nello specifico di tipo visivo, veniva minacciata. Pertanto secondo una selezione naturale i soggetti con deficit visivi da lontano sono riusciti a sopravvivere meno, facendo sì che la specie umana si rafforzasse eliminando la possibilità di sviluppo miopico. Quest’ultimo si presentò nuovamente quando furono introdotte le prime forme di civilizzazione: dall’avvento della scrittura, passando per la prima forma di industrializzazione e arrivando alla tecnologia contemporanea ormai diventata indispensabile


La miopia si ripresentò nell’evoluzione della specie.


Non era più indispensabile vedere bene da lontano!






5. Cause Miopia




Ma quali sono le cause per le quali avviene l’allungamento bulbare e quindi per le quali si verifica l’insorgenza della miopia? Donders già nel 1864 sostenne che la miopia fosse il risultato di una prolungata tensione degli occhi durante il lavoro da vicino e di un allungamento dell’asse visivo.




5.1 Accomodazione




Similmente Kelly nel 1975 mise in evidenza il possibile ruolo dell’accomodazione come causa della miopia definendo quest’ultima “glaucoma espansivo giovanile”, ossia una condizione portata dall’eccessivo lavoro prossimale che a sua volta causava un incremento della pressione intraoculare con successiva espansione della camera vitrea.


Tale tesi però non trova alcun riscontro negli studi recenti, alcuni dei quali dimostrano che l’accomodazione sia causa di una riduzione della pressione intraoculare.


La tesi di Kelly non trovò riscontro con studi recenti che affermano il contrario.


L’accomodazione è ancora allo studio. In seguito a questi studi la maggior parte delle ricerche scientifiche si è concentrata soprattutto sull’accomodazione e sulla convergenza ritenendole principali responsabili del fenomeno di allungamento bulbare. Si notò che la miopia aumentava man mano che i bambini frequentavano la scuola e ritenne che l’uso e, in particolare, l’abuso degli occhi fosse la causa della miopia. Questa teoria fu presa in considerazione nei successivi cinquant’anni al fine di migliorare le condizioni di igiene visiva nella scuole


Come avviene l’allungamento assiale del bulbo e quali strutture si modificano affinché questo avvenga? 


Nei primi 3 anni di vita la cornea e il cristallino si modificano per controbilanciare un incremento di circa 20 diottrie dovuto all’allungamento assiale dell’occhio in crescita. 


Tra i 3 e i 13 anni il cristallino e la cornea necessitano di un aggiustamento di circa 3 diottrie per mantenere la condizione di emmetropia.


Di pari passo alla crescita oculare il cristallino aggiunge via via strati di tessuto sempre più sottili allungandosi lungo il piano equatoriale, appiattendosi e assottigliandosi, perdendo così potere per compensare la lunghezza assiale del bulbo mantenendo in tal modo l’emmetropia.


Quando il cristallino non è più in grado di allungarsi l’occhio diventa miope portando quest’ultimo ad assumere una forma più prolata e meno oblata.


Secondo alcune ipotesi il motivo dell’interruzione dell’espansione equatoriale è attribuibile all’ispessimento del muscolo ciliare, riscontrato sia in miopi giovani che adulti.




5.2 Processo Miopizzazione


La forma prolata del bulbo va a creare quel che si definisce un defocus periferico ipermetropico, cioè i raggi luminosi che vanno a fuoco in corrispondenza della zona retinica centrale, in periferia vanno a fuoco posteriormente alla retina: in tal modo la zona visiva centrale rimane emmetrope mentre più perifericamente si crea uno strato refrattivo ipermetropico. Il defocus periferico è l’ipotesi più attendibile riguardo il processo di progressione miopica, infatti la refrazione periferica dei miopi risulta appunto ipermetropica.


Sia la deprivazione di forma che il defocus ipermetropico, nella periferia retinica producono miopia assiale centrale.

A conferma di quanto la visione periferica possa influenzare la crescita oculare è stato notato che gli occhi ipermetropi sono perifericamente miopi e, quindi, è stato ipotizzato che solo con un defocus periferico miopico si può bloccare la progressione della miopia.


Paolo Poggio - OTTICA POGGIO - Via Santuario,21 - 12033 MORETTA (CN) - Int.0172/244686 - Tel.0172/94293 - Fax. 0172917735 - P.Iva : 01953600044 - E-mail : info@otticapoggio.it