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Analisi Retrospettiva sul controllo della progressione miopica mediante Ortocheratologia notturna


1. Abstract



Negli ultimi anni molti specialisti della visione hanno affrontato e studiato uno dei vizi refrattivi con la maggiore diffusione e progressione in tutti i paesi, la miopia.


Il numero di miopi negli ultimi 30 anni è cresciuto in tutti i paesi con una tendenza media del 50%, accostata soprattutto all’espansione vertiginosa delle tecnologie che richiedono un’intensa attività visiva prossimale, ma non solo. Recenti studi hanno analizzato quali possano essere le cause, ma in ogni caso resta di primaria importanza far fronte alla crescente incidenza della miopia, introducendo alcune strategie di controllo e prevenzione, ovvero tutti quei metodi mediante i quali si può prevenire lo sviluppo della miopia e, nel caso in cui si sia già verificata, rallentarne o addirittura bloccarne l’avanzamento.

Scopo di questo studio, indipendentemente da quale sia la causa che ha innescato il processo di miopizzazione, è verificare, in un campione definito di soggetti, l’efficacia di una delle strategie di controllo ad oggi ritenute più valide, meno invasive e sicure in ambito clinico, l’Ortocheratologia.

L’analisi retrospettiva oggetto dello studio si è basata sull’acquisizione dal database di Ottica Poggio di un campione sperimentale di 35 pazienti trattati con LAC ortocheratologiche in un periodo di 10 anni. Tali pazienti sono stati suddivisi in gruppi per fasce di età. Tutti i pazienti hanno portato per almeno 6 anni consecutivi lenti Ortocheratologiche notturne e sono costantemente stati seguiti dal medesimo Studio Optometrico. Sempre da tale database è stato selezionato, sempre nello stesso periodo di 10 anni, un gruppo pazienti di controllo seguito per almeno 6 anni, allineato per fasce di età e tipologia di miopia e suddiviso in gruppi.

Per ogni paziente studiato si sono acquisiti i valori dello stato refrattivo ed acuità visiva, i parametri lenti a contatto utilizzate ed alcuni valori fondamentali dello stato funzionale optometrico.

I risultati del gruppo sperimentale e di quello di controllo sono stati analizzati e confrontati per mezzo di fogli di calcolo e grafici, evidenziando le differenze nella progressione miopica tra chi si è sottoposto al trattamento Ortocheratologico e chi ha utilizzato semplicemente occhiali tempiali per la correzione della miopia. I risultati mostrano un inequivocabile rallentamento della progressione miopica nel gruppo sperimentale rispetto a quello di controllo e sono allineati con quelli riportati nella letteratura internazionale. L’ortocheratologia notturna si conferma dunque pratica efficace nella riduzione, e in molti casi nella cessazione, della progressione miopica.



2. Introduzione



La ricerca delle cause della miopia e del controllo della sua progressione sono da sempre al centro degli studi dei clinici e dei ricercatori che si occupano dell’occhio e della visione. I mezzi ed i metodi per ottenere risultati apprezzabili nel contrastare la progressione della miopia, sono stati i più svariati, dall’uso programmato della correzione ottica, all’allenamento visivo, all’uso di terapie farmacologiche, all’uso delle LAC.

Un autorevole lavoro scientifico del CLAMP Study ha frenato le aspettative riguardo l’uso di lenti a contatto RGP che studi precedenti avevano mostrato essere efficaci nel contenimento della miopia. J.S.Walline, L.A. Jones, D.O. Mutti, K. Zadnik (2004).

116 bambini sono stati seguiti per 3 anni. A 59 di essi sono state applicate lenti RGP, a 57 lenti morbide. I risultati dello studio mostrano una minore progressione miopica nel gruppo RGP rispetto le lenti morbide, ma la lunghezza assiale aumenta in modo uguale nei due gruppi.

Inoltre è presente una grande variabilità individuale e quindi gli autori concludono che queste indicazioni non sono sufficienti per dare prevalenza all’uso RGP.

Uno studio pilota durato 2 anni e pubblicato da LORIC Study afferma che le Lenti a contatto Ortocheratologiche sono maggiormente efficaci nel contenimento dello sviluppo miopico. P. Choo, S.W. Cheung, M. Edwards (2004).

La recente diffusione dell’Ortocheratologia notturna e la percezione dei clinici di una possibile influenza sul rallentamento della miopia hanno riportato l’attenzione dei ricercatori sullo stesso tema e alcuni studi cominciano a mostrare risultati incoraggianti. Sempre nel 2004 viene pubblicato un’altro studio che ha coinvolto 35 bambini a cui sono state applicate lenti horto-k e altrettanti nel gruppo di controllo. In questo studio i risultati mostrano un minore allungamento della lunghezza assiale del bulbo nel gruppo di studio rispetto a quello di controllo.

Sulla base di quanto detto, sugli studi illustrati, e quelli rilevabili dall’attività clinica quotidiana e nello specifico nella ormai decennale esperienza nell’applicazione di lenti a geometria inversa,  l’efficacia e la validità del trattamento Ortocheratologico nel controllo della progressione miopica adolescenziale, anche per motivi pratico comportamentali e psicologici, è ormai una realtà consolidata. Sempre ovviamente nel rispetto dalla fisiologia corneale dell’adolescente e quindi dando fondamentale importanza alla collaborazione con i vari professionisti della visione, confermando l’importanza della centralità del paziente e l’interdisciplinarietà dell’approccio e cogestione medica.

L’insorgenza della miopia e la sua progressione è una condizione verificabile sempre più frequentemente in tutto il mondo con una maggiore incidenza nei Paesi industrializzati.

Negli Stati Uniti negli ultimi trent’anni si è verificato un incremento del 66% dei soggetti miopi. Nei Paesi asiatici, dove spesso le condizioni di lavoro non sono ideali a causa di spazi chiusi e molto ristretti e del largo uso di video terminali, si assiste a percentuali di incidenza della miopia ancora più elevate, come nel caso del Taiwan dove supera l’80%. Anche l’Europa, e dunque l’Italia, è interessata da questo fenomeno di crescita

La tendenza di miopi negli ultimi 30 anni è negli USA +66% e a Taiwan +80%.

Nonostante questa tendenza sia stata accostata soprattutto all’espansione vertiginosa delle tecnologie (ad esempio il pc) che richiedono un’ intensa attività visiva prossimale per periodi di tempo tendenzialmente lunghi, è sempre stata la visione a tale distanza ad essere reputata una delle principali cause dell’insorgenza della miopia, recenti studi hanno messo in forte dubbio tale correlazione.

La domanda lecita da sempre è: intensa attività prossimale induce progressione miopica?

Resta comunque di primaria importanza far fronte alla crescente incidenza della miopia, introducendo alcune strategie di controllo e prevenzione, ovvero tutti quei metodi mediante i quali si può prevenire lo sviluppo della miopia e, nel caso in cui si sia già verificata, rallentarne o addirittura bloccarne l’avanzamento.

Numerosi recenti studi sembrano non confermare tale ipotesi

Scopo di questa relazione, Indipendentemente da quale ne sia la causa, è diffondere l’importanza di far fronte a questo fenomeno introducendo alcune strategie di controllo e prevenzione, ovvero tutti quei metodi mediante i quali si può prevenire lo sviluppo della miopia e, nel caso in cui si sia già verificata, rallentarne o addirittura bloccarne l’avanzamento.


L’argomento è molto vasto…accenneremo a vari approcci ma in ogni caso la ricerca scientifica va verso una direzione…che pare essere la più confermata.



20. Metodo



In questo lavoro ho selezionato alcuni pazienti che seguo da tempo a cui ho applicato lenti ortocheratologiche e che le hanno utilizzate con continuità per circa 10 anni, dal 2005 ca al 2015. Questi pazienti hanno quindi iniziato ad applicare LAC horto-k senza mai sospendere il porto, sottoponendosi a regolari controlli come da nostro protocollo ortocheratologico descritto più avanti in questo elaborato.

La selezione è avvenuta tra soggetti molto giovani di 9aa ca, a soggetti di 40aa ca.

In tutti questi pazienti ho applicato LAC a geometria inversa della Horus, nello specifico Horto-One e S3R sia sferiche che toriche.

Le due tipologie di LAC vengono progettate con due approcci diversi: la prima con software di calcolo, partendo dal raggio apicale corneale piatto e relativa sua eccentricità ricavati da un set topografico da cui si elabora un valore medio, che deve rientrare in una deviazione standard di 0,05mm. Questi dati, inseriti nel software di calcolo insieme al valore miopico da ridurre, fattore di appiattimento, ampiezza ZT e diametro totale, ha come prodotto le varie curve della LAC a geometria inversa.

La LAC così prodotta veniva applicata e controllata secondo un nostro protocollo collaudato in più sedute:



1.Prima applicazione

2.Controllo post prima notte porto

3.Controllo post 1 settimana porto

4.Controllo post 1 mese porto

5.Controllo post 6 mesi porto

6.Controllo post 12 mesi porto (preriordino)

 

In occasione dei controlli programmati venivano quindi rilevati numerosi dati negli anni, poi archiviati nel nostro database, al fine di valutare, controllare ed analizzare col passare del tempo la relativa progressione miopica durante il trattamento ortocheratologico. Inoltre nel rilevare i dati optometrici di seguito elencati e descritti ci si è posti il fine di correlare i risultati del controllo della progressione miopica con la tendenza all’avvicinamento verso i valori dei dati normativi di riferimento di ogni singolo test optometrico somministrato.

I test optometrici in oggetto impiegati sono i seguenti:
•Disparità Fissazione PV con Wesson Card
•Foria PL con Maddox
•Foria PV con Maddox
•#14B Cilindro crociato fuso
•PPA Punto prossimo accomodazione
•AC/A calcolato Metodo Foria

I valori di questi test venivano rilevati prima di ogni trattamento ortocheratologico su ogni soggetto.



Quindi si iniziava il trattamento e la stessa batteria di test veniva immediatamente somministrata dopo 1 mese al controllo programmato e poi a regime dopo ogni anno esatto di porto delle LAC ortocheratologiche, in occasione del riordino 12 mesi delle lenti.

Importante ricordare che questi test venivano somministrati senza LAC indossate.



Sempre nella stessa seduta di controllo post 12 mesi si rilevava la progressione miopica, con il metodo della sovrarefrazione con LAC indossate, al fine di ottenere la medesima acuità visiva massima rilevata prima dell’inizio trattamento.

Nel caso non ci fosse stata progressione miopica si riordinavano le medesime LAC come l’anno precedente. Nel momento in cui ci fosse stata progressione, si ricalcolava la geometria in funzione del valore di sovrarefrazione, variando BCOR in funzione del calcolo a mezzo software che si rifà alla formula di Munnerlyn dell’appiattimento epiteliale in funzione del diametro ZO ed il calcolo del BCOR in funzione del Kp (raggio corneale piatto), effetto correttivo ortocheratologico target ed ulteriore fattore di appiattimento variabile in base al livello di miopia da ridurre.



La formula che utilizzano la maggior parte dei fogli di calcolo è la seguente:



BCOR(D) = K(D) - target power (D) - Fattore Compressione (D)



dove il Fattore Compressione è un fattore correttivo di ulteriore appiattimento variabile da 0,75D a 2.25D al variare del target power.



Tutto il lavoro svolto in fase applicativa delle LAC ortocheratologiche e relativi esami optometrici somministrati di volta in volta sono stati raccolti dalle nostre schede anagrafiche pazienti con un preciso metodo, per poi inserirli in un foglio di calcolo predisposto per lo studio in oggetto, suddiviso per periodi, ovvero:
•Ingresso Trattamento
•I LAC
•II LAC
•III LAC
•n LAC…

I dati acquisiti, a regime, per codesto studio dalle nostre schede anagrafiche pazienti erano quelli rilevati al controllo ogni 12 mesi preriordino LAC.



Nello specifico si rilevava innanzitutto l’età di ingresso al trattamento ortocheratologico di ogni paziente. Quindi il valore del K piatto corneale ed il valore dell’ametropia miopica ed astigmatica se presente, calcolato all’apice corneale pretrattamento. Si è acquisita poi l’acuità visiva massima espressa in logMar con tale correzione. Quindi sempre dalle schede anagrafiche pazienti si sono presi i valori della batteria test optometrici registrati durante l’ultima analisi visiva optometrica pretrattamento utili per lo studio in codesto ordine:
•Disparità Fissazione PV con Wesson Card
•Foria PL con Maddox
•Foria PV con Maddox
•AC/A calcolato Metodo Foria
•#14B Cilindro crociato fuso
•PPA Punto prossimo accomodazione

Questi sono quindi tutti i dati rilevati dalle schede archiviate, riferite alla situazione optometrica di ogni singolo paziente prima di essere stato sottoposto al trattamento ortocheratologico.



A questo punto, ho prelevato dalle schede lenti a contatto archiviate, la data di inizio trattamento ed i valori utili allo studio per quanto concerne il BCOR della prima LAC Horto-k applicata, l’eventuale sovra refrazione, l’acuità visiva con LAC sempre espressa in logMar.

Per quanto concerne i primi dati della batteria di test optometrici somministrati post horto-k, utili allo studio, prelevati dalle schede pazienti si riferivano al controllo del primo mese di porto delle LAC ortocheratologiche, quindi inseriti nel primo blocco dati della “I lente”.



Quindi, sempre per ogni paziente, ho estrapolato i dati di acuità visiva e sovrarefrazione, se necessaria, dopo 1 anno di porto della I LAC ortocheratologica, quindi inseriti nel secondo blocco dati della “II lente”.

Il foglio di calcolo dopo l’inserimento di tutti i dati relativi alla sovrarefrazione LAC e BCOR LAC provvede a calcolare costantemente dopo ogni cambio LAC horto-k annualmente la progressione miopica corrispondente, mediante la seguente formula:



((337,5/BCOR n LAC)-(337,5/BCOR I LAC)) + (SovraRX n LAC - SovraRX I LAC)



Questo protocollo di acquisizione dati è stato fatto per ogni anno di porto delle LAC ortocheratologiche di ogni paziente, fino ad arrivare alla compilazione totale del foglio di calcolo per un totale di porto da minimo 7 anni a 10 anni max.



Struttura foglio calcolo Gruppo Sperimentale



Anagrafica
•Nome paziente
•Sigla
•Gruppo età
•Genere
•Età inizio trattamento ortocheratologico

Dati Ingresso
•Occhio
•Raggio apicale piatto corneale K/K’
•Valore ametropia ingresso
•Acuità Visiva LogMar RX ingresso

Batteria Test Optometrici Pre trattamento
•Disparità Fissazione PV con Wesson Card
•Foria PL con Maddox
•Foria PV con Maddox
•AC/A calcolato Metodo Foria
•#14B Cilindro crociato fuso
•PPA Punto prossimo accomodazione

Dati I LAC Horto-K
•Valore BCOR I LAC applicata
•Eventuale sovrarefrazione LAC
•Acuità visiva LogMar post trattamento

Batteria Test Optometrici Post trattamento 1 mese I LAC Horto-k
•Disparità Fissazione PV con Wesson Card
•Foria PL con Maddox
•Foria PV con Maddox
•AC/A calcolato Metodo Foria
•#14B Cilindro crociato fuso
•PPA Punto prossimo accomodazione

Dati n LAC Horto-K
•Valore BCOR n LAC applicata
•Eventuale sovrarefrazione LAC
•Acuità visiva LogMar post trattamento
•Progressione miopica n LAC (calcolata dal foglio di calcolo)

Batteria Test Optometrici Post trattamento 12 mesi n LAC Horto-k


•Disparità Fissazione PV con Wesson Card
•Foria PL con Maddox
•Foria PV con Maddox
•AC/A calcolato Metodo Foria
•#14B Cilindro crociato fuso
•PPA Punto prossimo accomodazione
In codesto studio sono stati selezionati 35 soggetti sottoposti a trattamento Ortocheratologico, di cui 12 maschi e 23 femmine, suddivisi per gruppi di età. I gruppi prescelti erano 4: 8-13aa, 14-20aa, 21-30aa e 31-48aa. Nel primo gruppo vi erano 5 maschi e 8 femmine, nel secondo 3 maschi e 5 femmine, nel terzo 2 maschi e 5 femmine, e nell’ultimo gruppo 2 maschi e 5 femmine. Tale gruppo viene denominato Gruppo Sperimentale.


L’età di riferimento era quella di ingresso al trattamento ortocheratologico.

Nel primo gruppo di età compresa tra 8-13aa vi era 1 bambino di 9aa, 1 di 10aa, 3 di 11aa, 5 di 12aa e 3 di 13aa

Nel secondo gruppo di età compresa tra 14-20aa, erano presenti 1 soggetto di 15aa, 3 di 16aa, 2 di 18aa e 2 di 19aa.

Nel terzo gruppo di età 21-30aa, 2 ragazzi di 21aa, 1 di 22aa, 1 di 25aa, 1 di 26aa, 1 di 27aa ed 1 di 29aa.

Nell’ultimo gruppo di età compresa tra 31-48aa, c’erano 2 ametropi di 32aa, 1 di 33aa, 1 di 34aa, 1 di 40aa, 1 di 41aa ed 1 di 42aa.

Le ametropie prese in considerazione erano 22 miopiche sferiche e 13 miopiche con associati astigmatismi corneali miopici secondo regola di lieve entità, con soli 1 astigmatismo da 2D ed 1 da 1D. Tutti gli altri astigmatismi si ponevano intorno ai 0,50D (±0,25D).

Nel primo gruppo di età compresa tra 8-13aa l’ametropia in ingresso era variabile da un minimo di -0.75D a un massimo di -4.25D.

Nel secondo gruppo di età compresa tra 14-20aa l’ametropia variava da un minimo di -2.00D ad un massimo di -6.25D.

Nel terzo gruppo di età 21-30aa l’ametropia si distribuiva da un minimo di -1.00D ad un massimo di -5.75D.

Nell’ultimo gruppo di età compresa tra 31-48aa la miopia variava da -0.75D ad un massimo di -6.75D.

Al gruppo sperimentale ho poi contrapposto un Gruppo di Controllo con dati pazienti prelevati sempre dal nostro database Ottica Poggio.

In questo Gruppo di Controllo si è cercato di selezionare per quanto possibile pazienti con la stessa età e tipologia vizio refrattivo. Questo gruppo quindi è stato suddiviso nei medesimi gruppi di età:

35 soggetti, di cui 19 maschi e 16 femmine, suddivisi per gruppi di età. I gruppi prescelti erano 4: 8-13aa, 14-20aa, 21-30aa e 31-48aa. Nel primo gruppo vi erano 8 maschi e 5 femmine, nel secondo 3 maschi e 5 femmine, nel terzo 2 maschi e 5 femmine, e nell’ultimo gruppo 6 maschi e 1 femmina.

L’età di riferimento era quella di ingresso al trattamento ortocheratologico.

Nel primo gruppo di età compresa tra 8-13aa vi erano 4 bambini di 8aa, 2 di 9aa, 4 di 11aa, 2di 12aa e 1 di 13aa

Nel secondo gruppo di età compresa tra 14-20aa, erano presenti 5 soggetti di 14aa, 1 di 15aa, 1 di 16aa e 1 di 17aa.

Nel terzo gruppo di età 21-30aa, 4 ragazzi di 21aa, 2 di 22aa, 1 di 23aa.

Nell’ultimo gruppo di età compresa tra 31-48aa, c’erano 1 ametrope di 31aa, 2 di 32aa, 1 di 35aa, 1 di 37aa, 1 di 41aa ed 1 di 45aa.

Le ametropie prese in considerazione erano 23 miopiche sferiche e 12 miopiche con associati astigmatismi corneali miopici secondo regola di lieve entità, con soli 1 astigmatismo da 1.75D ed 1 da 1.50D. Tutti gli altri astigmatismi si ponevano intorno ai 0,50D (±0,25D).

Nel primo gruppo di età compresa tra 8-13aa l’ametropia in ingresso era variabile da un minimo di -0.50D a un massimo di -3.00D.

Nel secondo gruppo di età compresa tra 14-20aa l’ametropia variava da un minimo di -0.50D ad un massimo di -3.25D.

Nel terzo gruppo di età 21-30aa l’ametropia si distribuiva da un minimo di -1.00D ad un massimo di -5.75D.

Nell’ultimo gruppo di età compresa tra 31-48aa la miopia variava da -1.50D ad un massimo di -5.75D

I 35 pazienti analizzati sotto trattamento Ortocheratologico appartenenti al “Gruppo

Sperimentale” nei 6 anni hanno subito una progressione miopica media di -0.16D ±0.23, con

una progressione costante nei primi 3 anni per poi stabilizzarsi negli ultimi 3.


Nel dettaglio analizzando i 4 gruppi abbiamo.


Gruppo1 Sperimentale (8-13aa)

I 13 soggetti del gruppo1 hanno avuto una progressione media di -0.38D ±0.13 in modo

costante nei primi 4 anni per poi stabilizzarsi negli ultimi 2.


Gruppo2 Sperimentale (14-20aa)

Nel gruppo 2 gli 8 ragazzi sottoposti a trattamento Ortocheratologico hanno accusato una

lieve progressione miopica media di -0.16D ±0.14 nei primi 3 anni con una tendenza alla

stabilizzazione negli ultimi 4 analizzati.


Gruppo3 Sperimentale (21-30aa)

Nel gruppo 3 i 7 pazienti non si sono visti peggiorare il loro grado miopico, manifestando una

totale stabilità del vizio refrattivo.


Gruppo4 Sperimentale (31-48aa)

Nel gruppo 4 si nota invece, addirittura un miglioramento della miopia in ingresso, con una

variazione media positiva di +0.09D ±0.18 ed una minore stabilità del vizio refrattivo nei

primi 3 anni, per poi trovare un livellamento miopico negli ultimi 3 anni.


I 35 pazienti del “Gruppo di Controllo” sempre in 6 anni hanno mostrato una progressione

miopica media di -1.96D ±1.37 con un andamento pressoché lineare come dimostra il relativo

grafico, senza rallentamenti e stabilizzazioni.


Analizzando nel dettaglio i 35 pazienti vengono a suddividersi in 4 gruppi medesimi al

Gruppo Sperimentale:


Gruppo1 Controllo (8-13aa)

Nel gruppo 1 si nota nei 6 anni analizzati una progressione con andamento lineare di -3.22D

±0.83. La progressione in questo gruppo di età è importante con una media di 0.50D/aa. Non

si sono notate variazioni di progressioni al variare della miopia d’ingresso.


Gruppo2 Controllo (14-20aa)

Nel gruppo 2 come per il gruppo 1 l’andamento lineare della progressione è il medesimo, con

una media di -1.92D ±0.73. La progressione annua in questo gruppo è inferiore al gruppo 1.


Gruppo3 Controllo (21-30aa)

Il gruppo 3 come per tutti i gruppi del Controllo ha andamento lineare nella sua progressione

con una media di -1.25D ±0.85 nei 6 anni, ed una progressione annua media di 0.25D.


Gruppo4 Controllo (31-48aa)

Il gruppo 4 è quello con progressione miopica più stabile del gruppo di controllo, con una

media di -0.38D ±0.89 ed andamento lineare. La progressione annua nel gruppo 4 è la meno

importante.


22. Discussione

Analizzando le tabelle dei risultati e relativi grafici correlati di codesto studio, si evidenzia

come nel gruppo sperimentale ci sia una lieve progressione miopica nei primi 3/4 anni di

trattamento ortocheratologico, per poi tendere ad una stabilizzazione nei successivi anni fino

al sesto. La media della totalità dei soggetti analizzati di età dai 8 ai 48 anni nel gruppo

sperimentale ha accusato una progressione di -0.16D (±0.23).

La progressione più importante avviene nel gruppo 1 8-13aa con -0.38D (±0.13) dopo 6 anni

di trattamento. Il gruppo 2 14-20aa segue con -0.16D (±0.14) di progressione. Il gruppo 3

21-30aa è il gruppo che nel periodo analizzato non ha accusato progressione miopica. Nel

gruppo 4 31-48aa si è evidenziata una regressione miopica di +0,09D (±0.18).

L’analisi del gruppo di controllo preso in considerazione, mette immediatamente in risalto,

come i soggetti portatori di RX occhiale tempiale monofocale, mostrano una lineare

progressione miopica a tutte le età, quindi in tutti e quattro i gruppi dagli 8 ai 48 anni con una

media di progressione di -1,96D (±1.37) in 6 anni.

Anche nel gruppo di controllo la progressione maggiore avviene nel gruppo 1 8-13aa con

-3,22D (±0.83) sempre dopo 6 anni di porto occhiali. A seguire il gruppo 2 14-20 con -1,92D

(±0.73). Il gruppo 3 21-30 aa accusa una progressione di -1,25D (±0.85), dove il gruppo

sperimentale invece era totalmente stabile. Il gruppo 4 31-48aa a differenza dello sperimentale

che beneficiava di un miglioramento dello stato miopico, subisce una progressione di -0,38D

(±0.89).


In un interessante studio sul controllo della progressione miopica dal titolo “Retrospective

analysis on myopia control with overnight orthokeratology “ - Fossetti, Baumgartner, Soragni

(2016), è possibile contrapporre i risultati per la metodica simile alla mia, ma con risultati

differenti.

In questo studio, nello specifico, si valuta la progressione miopica di 33 soggetti suddivisi per

età in quattro gruppi, 8-13aa, 14-20aa, 21-30aa, 31-44aa.

La progressione miopica dell’intero gruppo è stata di -0.40D (±0.61) dopo 5 anni di

trattamento, così suddivisi -0.07D (±0.34), -0.25D (±0.46), -0.34D (±0.57), -0.40D (±0.62)

nei rispettivi successivi 5 anni. La progressione miopica del primo gruppo 8-13aa al termine

del quinto anno è stata di 0.65D (±0.68). Simile per il secondo gruppo 14-20aa. La

progressione del terzo e quarto gruppo hanno avuto entrambi una bassa progressione.

In un altro studio simile sul controllo della progressione miopica basato sulla misura

dell’errore refrattivo “Seven-year retrospective analysis of the myopic control effect of

orthokeratology in children” - Alan Kwok, Hei Mok, Cindy Sin, Ting Chung (2011) si sono

analizzati un gruppo di 34 bambini, 15 maschi e 19 femmine, tra i 7 ed i 13 anni, di età media

9.2aa (±1.8) sovrapponibile per età solamente al primo gruppo del mio studio, che per 7 anni

hanno indossato lenti ortocheratologiche notturne.

La Progressione miopica in questo studio nei soggetti sottoposti a trattamento

ortocheratologico e stata di -0.37D (± 0.49) dopo 7 anni.

Tale studio a differenza del precedente contrappone come il mio, al gruppo sperimentale, un

gruppo di controllo di 36 bimbi, 20 maschi e 16 femmine, di età media 10.2aa (±2) che hanno

portato per lo stesso periodo occhiali monofocali.

Tale gruppo accusava nello stesso periodo analizzato di 7 anni una progressione miopica

media di -2.06D (±0.81) ovvero inequivocabilmente maggiore del gruppo sperimentale a cui

erano state applicate lenti ortocheratologiche.


Confrontando il mio lavoro con quello di questi due studi citati si evince come la progressione

miopica del mio studio sia inferiore ad entrambi per quanto concerne il gruppo sperimentale.

Per quanto concerne il gruppo di controllo i risultati sono circa simili, con una lieve differenza

di maggior progressione di circa 0.50D nel mio studio.

Analizzando la differenza di progressione tra il mio studio ed i due confrontati rispettivamente

di Fossetti, Baumgartner, Soragni (2016) e di Alan Kwok, Hei Mok, Cindy Sin, Ting Chung

(2011), potrebbe essere attribuibile a mio avviso a diversi fattori. Di certo come analizzato

inizialmente in questo lavoro, la progressione miopica è influenzata anche dall’ambiente e dal

comportamento che circonda il bambino predisposto alla miopizzazione.

Di conseguenza nel nostro studio, in complemento al trattamento ortocheratologico, si

instaura sempre un percorso di igiene visiva associato a sedute di Training Visivo per i

General Skills in cui si abitua il bambino ad un corretto approccio, innanzitutto alle attività

letto/scrittura. Da sempre quindi, consigliamo sia prima del trattamento che in corso , sedute

di Visual Training Optometrico Comportamentale in cui si educa in particolare modo il

bambino ad assumere un comportamento corretto di igiene visiva, postura adeguata nelle

attività prossimali di studio e lettura, ed indicazioni di base su una buona consapevolezza del

proprio sistema visivo, in modo da non creare quelle situazioni favorevoli al maggiore

sviluppo miopico.

Sensibile a questo argomento, durante il lavoro di acquisizione dati sia del gruppo

sperimentale che quello di controllo, ho inserito nel foglio di calcolo, tutti i valori funzionali,

che abbiamo poi analizzato con il Prof.Fossetti. Si è notato un lieve miglioramento durante il

percorso ortocheratologico nei 6 anni, dello stato eteroforico PL/PV, della disparità di fissazione, del #14B, AC/A, PPA verso i valori normativi. Questo potrebbe essere oggetto

interessante di studio in futuro, dato che molto probabilmente l’Ortocheratologia, porta ad un

miglior rapporto funzionale di sinergia vergenza accomodativa, ma che esula dal lavoro svolto

in questo Studio di ricerca.


23. Conclusione

In questo studio retrospettivo si è riconfermata l’efficacia del metodo a mezzo lenti a contatto

a geometria inversa quale tecnica tra le più efficaci per il controllo della progressione miopica

soprattutto nei bambini ed adolescenti, categoria rappresentata dai gruppi 1 e 2 del presente

studio, ovvero quella classe di soggetti compresi tra gli 8 e i 20 anni, in cui i vari tipi di

miopia che sia di tipo assiale congenita che funzionale acquisita, possono portare a sviluppare

un livello miopico tale da compromettere sia la vita sociale, comportamentale ed emozionale

del bambino, sia un potenziale rischio di patologie causate da miopie ingravescenti che

destrutturano la lamina retinica.

Oltre a dimostrare l’ormai certa efficacia in termini di contenimento miopico del trattamento

ortocheratologico, questo studio vuole mettere in evidenza, la sicurezza, dettata da un severo

protocollo di approccio allo studio, sia in termini progettuali che di informazione ed

educazione dei pazienti che popolano i nostri studi, frutto di pazienza, dedizione, e passione

nello svolgere quotidianamente procedure di gestione di applicazioni contattologiche

complesse, quale essere l’ortocheratologia.

Un caloroso grazie da parte mia, ai medici oculisti illuminati, che collaborano con il nostro

studio, e ci appoggiano nella risoluzione di problematiche che possono occasionalmente

venirsi a creare, ma soprattutto che aprono al loro approccio professionale tecniche innovative

come questa, oggetto dello studio, confidando in una sempre minor schiera di specialisti che

invece contrastano il diffondersi di tali innovative tecniche, certi della celebre affermazione

filosofica di William James M.D…“Le idee nuove vengono dapprima condannate come

assurde, poi sono scartate come sciocchezze, infine viene il giorno in cui costituiscono quello

che sanno tutti”.

Un sentitissimo ringraziamento inoltre ai numerosi specialisti che collaborano con il nostro

studio da moltissimi anni, odontoiatri, ortodonzisti, logopedisti, psicomotricisti, psicologi ed

in particolare agli amici osteopati, categoria professionale molto vicina al mondo

Optometrico, consci dell’importanza della prevenzione e della cura dei delicati equilibri che

regolano il corpo umano, e dell’approccio olistico e multidisciplinare che si deve avere nella

cura dei nostri pazienti.


In conclusione l’Ortocheratologia si riconferma come scelta primaria a cui tutti i bimbi in

progressione miopica dovrebbero poter accedere, in modo aperto, trasparente e sicuro.

I risultati del gruppo sperimentale e di quello di controllo analizzati e confrontati evidenziano

le differenze nella progressione miopica tra chi si è sottoposto al trattamento

Ortocheratologico e chi ha utilizzato semplicemente occhiali tempiali per la correzione della

miopia, mostrando un inequivocabile rallentamento della progressione miopica nel gruppo

sperimentale rispetto a quello di controllo ed allineandosi con quelli riportati nella letteratura

internazionale. L’ortocheratologia notturna si conferma dunque pratica efficace nella

riduzione, e in molti casi nella cessazione, della progressione miopica.



Paolo Poggio - OTTICA POGGIO - Via Santuario,21 - 12033 MORETTA (CN) - Int.0172/244686 - Tel.0172/94293 - Fax. 0172917735 - P.Iva : 01953600044 - E-mail : info@otticapoggio.it