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Ortocheratologia


L’ortocheratologia è una tecnica non chirurgica con cui è possibile ridurre, variare o eliminare un difetto di vista attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto. Questa tecnica consiste nell’applicazione di speciali lenti a contatto rigide gas-permeabili con una conformazione particolare, detta a geometria inversa, per modificare la forma della cornea a scopo ottico.
Le lenti per ortocheratologia producono una riduzione temporanea della miopia cambiando la forma della cornea, che possiede un certo grado di plasticità. L’appiattimento della cornea riduce il potere rifrattivo oculare e, se l’entità dell’appiattimento è adeguatamente controllata, è possibile variare in modo preciso il potere corneale fino a correggere il difetto di vista. Le lenti a contatto tradizionali sono disegnate in modo da interferire il meno possibile con la forma corneale, mentre le lenti per ortocheratologia sono progettate espressamente allo scopo di appiattire la cornea in modo controllato. Quando la lente è sull’occhio si vede bene come con una lente convenzionale; dopo che la lente viene rimossa, la cornea mantiene la sua forma modificata per un certo periodo e si continua a vedere bene anche senza lente a contatto. I primi due o tre giorni, l’effetto dura poco per poi stabilizzarsi nei giorni successivi. 
Una volta ottenuto il massimo risultato, vengono indossate le lenti solo il tempo necessario per mantenere e stabilizzare gli effetti. A seconda del caso le lenti ortocheratologiche per il mantenimento possono essere portate alcune ore di giorno oppure di notte e rimosse durante le ore di veglia. In quest’ultimo caso le lenti vengono portate durante il sonno e al mattino possono essere tolte, continuando a vedere bene durante la giornata senza lenti e senza occhiali.
Nella maggior parte dei casi l’effetto correttivo dura 24 ore. Il porto notturno ha il vantaggio di eliminare le componenti ambientali (polvere, vento, aria condizionata, attività sportive o professionali) che possono causare fastidio durante il giorno e la velocità del rimodellamento è incrementata dalla pressione esercitata dalle palpebre chiuse.
Per il porto notturno si utilizzano materiali studiati appositamente, con elevatiassima permeabilità all’ossigeno per garantire la sufficiente ossigenazione alla cornea anche a palpebre chiuse L’ortocheratologia non è l’unico modo per correggere la miopia, altri metodi alternativi di correzione dei difetti visivi sono gli occhiali, le lenti a contatto morbide e rigide convenzionali, le lenti a contatto ad uso continuo e la chirurgia refrattiva. Siamo a disposizione per discutere i benefici ed i rischi di ognuna di queste tecniche.









Indicazioni

Generalmente l’ortocheratologia può essere applicata nei casi di miopia medio-bassa, inferiore alle 6 diottrie, eventualmente associata a lieve astigmatismo. Nelle miopie più elevate l’ortocheratologia è in grado di ridurre il difetto senza però correggerlo completamente, ciò può essere comunque utile per coloro che desiderano una minore dipendenza dalla correzione ottica o che desiderano portare occhiali esteticamente e funzionalmente più accettabili. Nella maggior parte dei casi questa tecnica è controindicata negli astigmatismi elevati.
Nei casi in cui l’esigenza dell’applicazione ortocheratologica fosse dettata dalla partecipazione a concorsi (carriere militari, brevetti di volo, patenti di guida, ecc.) sarà premura dell’interessato informarsi circa le caratteristiche visive richieste dal bando, nonché della legittimità dell’applicazione a scopo ortocheratologico ai fini del concorso.

Controindicazioni

Allo stato attuale l’ortocheratologia può correggere miopia, ipermetropia, astigmatismo  non superiore a 1.75 diottrie. L’applicazione di lenti per ortocheratologia è controindicata in tutte le situazioni oculari che non consentono l’utilizzo di tutte le lenti a contatto di tipo convenzionale e quindi nei casi di:
stati infiammatori o infettivi acuti o subacuti della superficie oculare;
qualsiasi patologia o anormalità della cornea che potrebbe essere peggiorata dall’uso di lenti a contatto;
qualsiasi patologia sistemica che possa interferire nell’uso di lenti a contatto, come patologie a carico del sistema immunitario o alcune disfunzioni metaboliche;
intolleranza e reazioni allergiche della superficie oculare o degli annessi indotte dall’uso di lenti a contatto o di prodotti per la manutenzione delle lenti; alterazioni del film lacrimale.

Limiti

Alcuni dei limiti delle tecniche ortocheratologiche possono essere così riassunti:
si richiede un adattamento a lenti rigide gas permeabili che in alcuni casi possono provocare nel primo periodo di adattamento con un fastidio difficile da sopportare; questo fastidio è quasi nullo o comunque ridotto al minimo se si intraprende un regime di porto notturno;
il risultato dipende dalle condizioni oculari individuali: conformazione corneale, posizione e azione palpebrale, risposta del tessuto corneale, presenza o meno di astigmatismo, diametro della pupilla, ecc.
è possibile ottenere un’acuità visiva naturale binoculare di 10/10 solo in caso di miopia medio-bassa;
talvolta può permanere un minimo residuo refrattivo, in dipendenza dalle variabili biologiche presenti in ogni persona, e non prevedibile con certezza.
Per alcuni pazienti il limite maggiore è probabilmente la temporaneità dei risultati. L’ortocheratologia è per sua natura una tecnica applicativa reversibile, per questo motivo le variazioni ottenute con questa tecnica applicativa non sono definitive e devono essere mantenute continuando a portare le lenti a contatto ortocheratologiche. All'inizio della procedura il periodo di visione nitida può durare poche ore, dopodiché l'acuità visiva comincia a diminuire in modo progressivo. Con il tempo aumenta il periodo durante il quale, una volta tolte le lenti, si mantiene una buona visione nitida. Quando la visione non è più soddisfacente ritorna necessario l’uso delle lenti ortocheratologiche oppure di un occhiale anche se più leggero di quello che era necessario prima di iniziare l’applicazione.
Per coloro che desiderino togliere definitivamente la correzione, questa temporaneità dei risultati è certamente un limite.
Va comunque sottolineato che se da una parte la temporaneità dell’effetto correttivo costituisce un limite, dall’altra, la reversibilità della correzione ortocheratologica può rappresentare un vantaggio.








Analisi dei rischi legati all’applicazione ortocheratologica

L’utilizzo di qualsiasi tipo di lente a contatto comporta una minima percentuale di rischio, non ci si aspetta che l’uso di questo tipo di lenti per ortocheratologia comporti rischi sostanzialmente maggiori rispetto all’uso di lenti rigide gas permeabili convenzionali o morbide.
I due effetti collaterali più comuni che si possono verificare nei portatori di lenti a contatto sono l’edema corneale e la disepitelizzazione. Questi due effetti collaterali si possono verificare anche con le lenti per ortocheratologia di ultima generazione. Altri effetti collaterali che si possono verificare con l’uso delle lenti a contatto sono: irritazione, arrossamento, iperlacrimazione, dolore, abrasione o distorsione della superficie corneale. Queste condizioni sono di solito temporanee, risolvibili rimuovendo la lente e ricorrendo tempestivamente ad un controllo specialistico.
Oltre alle complicanze legate a tutte le lenti a contatto, sono possibili complicanze specifiche legate alla variazione di forma della superficie corneale.

Talvolta si presentano irregolarità corneali che possono essere dovute alla dinamica della lente, di solito sono di entità modesta o transitoria e non influiscono significativamente sulla qualità della visione. I casi più problematici sono quelli che presentano un decentramento marcato dell'area rimodellata.
Tale spostamento è causato dal decentramento o dall'adesione della lente a contatto. In tal caso, l’irregolarità del profilo corneale può portare ad una condizione refrattiva inadeguata e ad effetti disturbanti nella visione quando si rimuovono le lenti a contatto con la possibilità che si presenti la sensazione di aloni intorno alle fonti luminose, di abbagliamento e di sdoppiamento delle immagini soprattutto in condizioni di luce crepuscolare o notturna. Fenomeni disturbanti in visione notturna possono essere causati anche da un diametro pupillare troppo grande in relazione all’area di correzione.

Poiché l'ortocheratologia è una tecnica reversibile e non produce cambiamenti corneali definitivi ed irreversibili, in caso di problemi di questo genere si possono modificare i parametri delle lenti ortocheratologiche fino ad ottenere un risultato soddisfacente. Nei casi più complicati può essere necessario sospendere l’uso delle lenti.

In casi rari, si possono verificare opacità corneali permanenti, perdita di linee di acuità visiva, ulcera corneale, neovascolarizzazione, deformazioni corneali permanenti. Il rischio che si verifichino questi problemi è molto basso e può essere minimizzato o completamente eliminato se si segue una corretta manutenzione delle lenti, il regime d’uso che è stato indicato ed un appropriato programma di controllo e sostituzione lenti secondo le indicazioni dell’applicatore e del costruttore.
Nessun effetto dannoso è previsto che possa essere causato dagli esami effettuati durante la procedura applicativa e durante i controlli.

Il portatore verrà sottoposto a controlli con una scadenza prefissata; questi controlli sono assolutamente necessari per verificare l’andamento dell’applicazione.
La negligenza nel seguire le indicazioni d’uso delle lenti e le scadenze dei controlli specialistici può influenzare il risultato refrattivo finale ed essere causa di complicanze

Paolo Poggio - OTTICA POGGIO - Via Santuario,21 - 12033 MORETTA (CN) - Int.0172/244686 - Tel.0172/94293 - Fax. 0172917735 - P.Iva : 01953600044 - E-mail : info@otticapoggio.it